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Caratteristiche quanti-qualitative della produzione nell'innovativa filiera "latte di asina"
E. Salimei1, F.
Fantuz2, B. Chiofalo3, P.Polidori2,
R. Belli Blanes4, G. Varisco5,
R. Coppola6
1 Di. SA VA, Univ. degli Studi del Molise, CB
2 Di. Scienze Veterinarie, Univ. degli Studi di Camerino,
Matelica (MC)
3 Di MO BI FI PA, Univ. degli Studi di Messina
4 ASL Brescia, Distretto Salò
5 Ist. Sperim. Zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia
Romagna, Brescia
6 Di. STAAM, Univ. degli Studi del Molise, CB
INTRODUZIONE - Nonostante le proprietà dietetiche e terapeutiche
del latte di asina siano note fin dall'antichità, la difficoltà di estrazione
del latte in razze non selezionate e/o in soggetti allevati allo stato brado
hanno determinato una ridotta disponibilità di riferimenti scientifici. Tuttavia,
di recente si è assistito alla rivalutazione del latte di equide quale alimento
ipoallergenico per l'infanzia (Businco et al., 2000; Iacono et al., 1992).
Più in particolare, studi clinici hanno dimostrato l'eccellente efficacia
nutrizionale della somministrazione di latte di asina a lattanti affetti da
intolleranza su base immunologica alle proteine del latte vaccino (Carroccio
et al., 2000; Iacono et al., 1992). I citati studi hanno inoltre evidenziato
l'ottima appetibilità del latte di asina rispetto ai prodotti a base di soia
e/o idrolizzati proteici somministrati ai neonati affetti da tali allergie
alimentari. Data la preoccupante frequenza delle allergie alimentari e delle
possibili conseguenze sullo sviluppo neonatale nonchè in considerazione
delle problematiche mondiali legate all'applicazione di tecniche genetiche
di propagazione nella produzione di alimenti (OGM) di origine vegetale (soia,
mais, ecc.), si è voluto indagare sulle possibilità di realizzare l'innovativa
filiera produttiva "latte di asina" e su alcune caratteristiche
composizionali e nutrizionali del latte. A questo scopo lo studio si è avvalso
dell'esperienza maturata nell'ambito di precedenti sperimentazioni sulla produzione
di latte equino (Dell'Orto et al., 1994; Salimei et al., 1996a) e sulle possibilità
di meccanizzare le operazioni di mungitura (Salimei et al., 1996b).

MATERIALE E METODI - Lo studio è stato condotto nel corso
di 2 lattazioni consecutive di 6 fattrici pluripare, 3 di razza Martina Franca
e 3 di razza Ragusana, mai munte in precedenza e risultate negative ai test
per morva, brucellosi ed anemia infettiva equina. A partire dal 28° di ogni
lattazione, le asine venivano sottoposte a mungitura meccanica con cadenza
quindicinale fino a 150 d circa. L'impianto di mungitura era costituito da
una pompa del vuoto rotatoria (capacità 140L/min a 50kPa) e relativa riserva
(15L) e dotato di vaso graduato (3L). Il livello di vuoto è stato fissato
a 42kPa, con un tasso di pulsazione di 120 cicli/min.
La gestione dell'alimentazione è stata mantenuta sostanzialmente simile durante
le due lattazioni studiate: kg 10 di fieno polifita (9% PG, 6.8MJ ED/kg) e
2.5 kg di concentrato (15% PG ; 11.5 MJ ED/kg) venivano giornalmente distribuiti
ad ogni asina, suddivisi in due pasti giornalieri; i puledri venivano fisicamente
separati dalla madre circa tre ore prima di ogni mungitura. Durante il primo
anno di studio le fattrici venivano munte giornalmente (ore 12:00, 15:00 e
18:00) mentre nella successiva lattazione, poichè non sono state osservate
differenze significative nelle produzioni pomeridiane, la mungitura avveniva
2 volte /d (ore 12:00 e 15:00).
Come dettagliatamente descritto altrove (Salimei et al., 2000), ad ogni mungitura
veniva registrata la produzione individuale e sui campioni opportunamente
conservati sono state condotte le determinazioni di residuo secco, grasso,
proteine, lattosio, ceneri, Ca, P, Na, Mg e K. Sugli stessi campioni sono
inoltre stati valutati la conta delle cellule somatiche e la conta della carica
microbica totale quali indicatori della qualità igienica del latte, aspetto
ritenuto fondamentale nel percorso produttivo di un alimento di origine animale
destinato all'alimentazione della prima infanzia.
Su campioni di latte individuale sono state inoltre condotte approfondite
indagini sulle componenti azotate (NPN, frazione caseinica e sieroproteica)
secondo quanto descritto da Fantuz et al. (2001) e sulle componenti lipidiche
del latte, come descritto altrove (Chiofalo, 2001).
Ad ulteriore approfondimento dell'indagine microbiologica, è stata saggiata
l'attitudine del latte di asina alla trasformazione in bevanda probiotica
mediante incubazione con alcuni ceppi di Lactobacillus rhamnosus, secondo
quanto descritto da Coppola et al (2002).

RISULTATI E DISCUSSIONE - Le asine hanno dimostrato un rapido
adattamento alla mungitura meccanica ed alla sua routine; fattrici e redi
non hanno inoltre evidenziato particolari problemi sanitari nè comportamentali.
Lo studio rappresenta pertanto una prova consistente della fattibilità del
percorso produttivo "latte di asina": la produzione è risultata mediamente
pari a 740 mL/mungitura (± 32.3 mL, e.s.m.) evidenziando un significativo
aumento nel 2° anno di indagine (+40% circa, P<0.001), attribuibile all'adattamento
delle asine (e dell'operatore) alla mungitura meccanica.
Non si sono riscontrate differenze produttive indotte dalla razza o dallo
stadio di lattazione; le produzioni medie registrate in corrispondenza della
prima mungitura giornaliera sono invece risultate sensibilmente inferiori
(circa del 55%; P<0.001) a quanto ottenuto successivamente: il maggiore
rilascio di latte durante la parte centrale della giornata, che peraltro trova
conferma in quanto riscontrato nella cavalla da altri autori (Dell'Orto et
al., 1994; Glade, 1991), potrebbe essere ricondotto ad un fenomeno di adattamento
della madre ai ritmi di assunzione del redo, anche se ciò non sempre è stato
evidenziato in soggetti allo stato brado.
Riguardo invece le principali caratteristiche chimiche del latte prodotto
nell'intero periodo sperimentale (tabella 1), si segnala il mediamente basso
tenore lipidico caratterizzato da una considerevole variabilità , peraltro
rilevata anche da altri autori in campioni di latte di equide (Oftedal e Jenness,
1988).
Valori medi in linea con quanto riportato in letteratura sono stati invece
osservati nei tenori in residuo secco, che risulta assai basso, e di proteine
(Oftedal e Jenness, 1988). La concentrazione azotata media riscontrata nel
latte di asina è risultata assai prossima al tenore proteico (Nx6.38) del
latte umano (Polidori, 1994) e di quello equino (Doreau e Boulot, 1989). Si
segnala che l'indagine statistica non ha mostrato differenze significative
delle caratteristiche centesimali del latte indotte dalla razza (Salimei et
al., 2000).
Lo studio delle componenti della frazione azotata del latte di asina evidenzia
un contenuto in NPN (0.29 g/100g ± 0.01 ESM) assai prossimo a quello determinato
nel latte umano (Solaroli et al., 1993): il significato nutrizionale e biologico
di questa frazione non è ancora stato chiarito, ma viene da alcuni considerata
di notevole importanza nello sviluppo neonatale (Emmett e Rogers, 1997). Tra
gli aspetti degni di maggiore attenzione, in quanto correlati al potere allergenico
del latte, è bene ricordare che il contenuto medio di sieroproteine del latte
di asina (0.68 g/100g ± 0.02 ESM) risulta prossimo a quello ritrovato nel
latte umano, che tuttavia evidenzia un titolo caseinico inferiore a quello
rilevato nel latte di asina (0.87 g/100g ± 0.02 ESM). In accordo con quanto
riportato da Polidori (1994) il contenuto in caseine del latte di asina risulta
tuttavia inferiore a quanto osservato nel latte di cavalla (1.11 g/100 g)
e di ruminante (2.42 g/100 g latte vaccino; 2.40 latte caprino).
Inoltre, i risultati dell'indagine circa la caratterizzazione della frazione
proteica del latte di asina evidenziano la presenza delle caseine a,
b e g mentre non è stata
evidenziata la presenza di k caseina, a differenza di quanto recentemente
rilevato in campioni di latte di cavalla (Iametti et al., 2001). Per quanto
riguarda la componente sieroproteica, il latte di asina è caratterizzato da
un contenuto in a-lattoalbumina e b-lattoglobulina,
componenti notoriamente dotate di elevato potere allergenico, pari rispettivamente
al 23% ed al 30%, riferiti alla frazione sieroproteica del latte. Ne consegue
che il contenuto in b-lattoglobulina del latte
di asina risulta decisamente inferiore a quanto riscontrato nel latte bovino
ed equino (Solaroli et al., 1993). Inoltre, il contenuto in lattoferrina del
latte di asina è risultato in media pari a 4.5% delle sieroproteine totali,
mentre il titolo in lisozima, valutato mediante metodo elettroforetico e successiva
analisi quantitativa con analizzatore di immagini su gel, è risultato mediamente
pari a 1.5 g/L, inferiore a quanto riscontrato a seguito dell'adozione di
una tecnica biologica, riferita all'attività di lisi del lisozima del bianco
dell'uovo (Coppola et al., 2002).
Secondo Donnet-Hughes (2000), la maggiore suscettibilità a infezioni, malattie,
manifestazioni allergiche e dermatiti atopiche si presenterebbe con maggiore
frequenza in soggetti alimentati con alimenti sostitutivi del latte materno
rispetto a soggetti allattati al seno, anche a seguito dell'alterata disponibilità
di molecole bioattive ad attività ormonale, antibatterica o farmacologica,
naturalmente presenti anche nel latte bovino. A questo riguardo, le proteine
lattoferrina, lattoperossidasi e lisozima, presenti solo in tracce nel latte
bovino svolgerebbero un'importante azione antibatterica (Lonnerdal e Atkinson,
1995).
Vale la pena evidenziare che l'interesse per il lisozima è motivato dal suo
ruolo non solo nell'inibire la crescita di microrganismi potenzialmente patogeni
nell'intestino del neonato, ma anche nell'attenuazione degli stati infiammatori
dell'epidermide e del cuoio capelluto (Cotte, 1991), il che giustifica l'impiego
dermatologico del latte di asina, effettuato sin dai tempi dell'antica Roma.
Alimenti funzionali sono anche quelli dotati di particolari attività prebiotiche
e probiotiche, in grado cioè di condizionare indirettamente o direttamente
l'ambiente e l'immunità intestinale, influendo sullo stato di salute (Pelto
et al., 1998). Grazie alle sue caratteristiche chimiche e microbiologiche,
il latte di asina ha inoltre dimostrato la sua elevata attitudine alla trasformazione
in bevanda probiotica, a seguito dell'incubazione con alcuni ceppi di Lactobacillus
rhamnosus (Coppola et al., 2002).

Tra i composti bioattivi presenti nel latte è inoltre noto l'interesse verso
i lipidi, mono-, di- e trigliceridi che contengono una grande varietà di acidi
grassi, fosfolipidi, glicolipidi e steroidi oltre a costituenti minori quali
cere, vitamine e lipoproteine (Molkentin, 1999). L'indagine volta alla caratterizzazione
della frazione lipidica del latte di asina (tabella 2) ha evidenziato che
l'incidenza degli acidi grassi saturi, in accordo con quanto riscontrato nel
latte di cavalla (Martuzzi et al., 1998), risulta inferiore a quanto riportato
per il latte ovino e caprino (Chiofalo, 2001). Inoltre, il livello di acidi
grassi insaturi totali (32.4%) è risultato mediamente inferiore a quanto rilevato
da Pinto et al. (1998) in latte di asina, ma superiore a quanto osservato
in latte di ruminanti (Chiofalo, 2001). Tra gli n3PUFA di interesse nutrizionale,
nel latte di asina si sono mediamente riscontrati 0.27 g/100 g di acidi grassi
(0.01g/100g, ESM) e 0.30 g/100 g di acidi grassi (0.02g/100g, ESM), rispettivamente
per EPA e DHA; in accordo con i valori rilevati nel latte equino (Salimei
et al., 1996b), il rapporto tra i PUFA w3 e w6
è risultato pari a 0.86.
L'elevato tenore in lattosio (tabella 1) risulta assai prossimo a quello riportato
per il latte di donna (Travia, 1986) e di cavalla (Martuzzi et al., 1995)
così come il contenuto in ceneri (tabella 1) risulta in linea con quanto
riportato in letteratura per il latte umano (Solaroli et al., 1993) e per
quello di alcuni equidi (Schryver et al., 1986).
Da un punto di vista dietetico, quanto osservato suggerisce che il carico
renale dei soluti, caratteristica determinata dalla quota di sostanze inorganiche
e di proteine della dieta e connessa alla funzionalità renale dell'infante
(lacono et al., 1992), sia simile nei lattanti allattati al seno o con latte
di asina, se si escludono gli apporti assoluti in Ca e P (tabella 3).
Ultimi ma non per importanza, i risultati relativi allo studio dell'aspetto
igienico-sanitario del latte di asina hanno evidenziato un tenore medio in
cellule somatiche assai contenuto (5000 cellule/mL) ed una conta batterica
totale media pari a 31.500 UFC/mL. A questo riguardo si segnala che il DPR
54/97 per il latte vaccino da destinare alla trasformazione stabilisce valori
medi non superiori a 400000 cellule somatiche /mL e 100000 UFC/mL.
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE - I risultati dello studio sulle
caratteristiche della produzione di latte di asina, alimento indicato per
soggetti affetti da intolleranza alle proteine del latte vaccino, hanno evidenziato
le buone possibilità di realizzazione della filiera "latte di asina".
Le fattrici ed i puledri si sono rapidamente adattati alle condizioni sperimentali
ed il livello produttivo medio ha mostrato significativi incrementi nel secondo
anno di studio e nel corso della giornata, mentre l'indagine circa la caratterizzazione
nutrizionale ha evidenziato contenuti alquanto ridotti delle frazioni proteiche
allergeniche ed un interessante profilo acidico dei lipidi. Il latte di asina
è risultato ipolipidico tuttavia il perfezionamento della tecnologia di allevamento,
la standardizzazione della routine di mungitura, la messa a punto delle strategie
nutrizionali nonchè la selezione genetica, potranno contribuire ad elevare
il titolo lipidico del latte di asina e, dunque, il valore nutritivo.
Buono è risultato invece l'aspetto igienico sanitario del latte prodotto;
l'elevato livello di lisozima osservato non solo potrebbe contribuire alla
buona qualità microbiologica del latte di asina ma rappresenterebbe anche
una possibile spiegazione dell'impiego, noto sin dall'antichità , del latte
di asina in dermatologia.
Ancora da un punto di vista nutrizionale, l'elevato contenuto in lattosio
sottolinea il ruolo probiotico del latte di asina quale substrato ideale non
solo per un corretto sviluppo della flora lattica intestinale ma anche, da
un punto di vista tecnologico, per la preparazione di bevande probiotiche.
In tema di rivalutazione di tradizioni ed alimenti antichi e di salvaguardia
di specie zootecniche alternative, la realizzazione dell'innovativo indirizzo
produttivo "latte di asina" appare di particolare interesse in Italia
centrale e meridionale dove specie asinine autoctone, dotate di grande rusticità
ed oggi in forte contrazione numerica, potrebbero rappresentare per le zone
collinari, pedemontane e per le nostre isole, una risorsa zootecnica di notevole
interesse, soprattutto se associata ad iniziative quali, per esempio, l'agriturismo
o l'ippoterapia.
| Tabella 1 - Composizione
centesimale del latte di asina |
|
Media |
ESM |
Min. |
Max |
| Residuo secco, % |
8.84 |
0.07 |
8.45 |
9.13 |
| Grasso, % |
0.38 |
0.04 |
0.10 |
1.40 |
| Proteine (Nx6.38), % |
1.72 |
0.02 |
1.25 |
2.18 |
| Lattosio, % |
6.88 |
0.02 |
6.03 |
7.28 |
| Ceneri, % |
0.39 |
0.02 |
0.36 |
0.44 |
| Tabella 2 - Composizione
acidica media (ESM) della frazione lipidica |
Classi
|
g/100
g |
Saturi totali
|
67.57
(1.39) |
| Monoinsaturi totali |
15.82
(0.48) |
| PUFA co3 totali |
7.45
(0.58) |
| PUFA co6 totali |
8.65
(0.54) |
| Polinsaturi totali |
16.60
(1.16) |
| Tabella 3 - Composizione
media minerale del latte di asina |
Macroelemento
|
Media |
ESM |
Min. |
Max |
| Ca, mg/kg |
676.7
|
62.8
|
360
|
1140 |
| P, mg/kg |
487 |
29.2
|
320 |
650 |
| Ca/P ratio |
1.48 |
0.12 |
0.93 |
2.37 |
| K, mg/kg |
497.2 |
57.6 |
244 |
640 |
| Na, mg/kg |
218.3 |
26.2 |
100 |
268 |
| Mg, mg/kg |
37.3 |
4.52 |
17.1 |
48.1 |
| Cl, mg/kg |
336.7 |
55.5 |
140 |
500 |
RINGRAZIAMENTI - Gli Autori ringraziano per la preziosa
collaborazione il dr. A. Marano, (ASL Brescia, Salò). Ricerca effettuata con
Fondi Ateneo, Università degli Studi del Molise.
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|
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